Ridesharing

I tedeschi si sa, per le auto hanno una passione molto forte. Questa volta però quello che hanno pensato alla Daimler, non riguardo l’auto in sé, ma l’uso sociale che ne può essere fatto. Il progetto pilota si chiama “car2gether”: si tratta di un protocollo che, se installato in un pc o uno smartphone, mette in contatto un conducente e un viaggiatore che vogliono dividere le spese di un comune tragitto.

In pratica questo software riesce a mettere in contatto un conducente che si appresta a percorrere un tragitto con la propria auto ed un “autostoppista” che deve effettuare lo stesso tragitto ma che non ha un’auto per farlo.

Il vecchio autostop, illegale ormai da diversi anni, è così re-inventato. Chi ha l’auto e vuole dividere le spese con chi non ha il mezzo e deve percorrere lo stesso percorso.

Per ora il progetto di Ridesharing è in fase di test ed è riservato agli studenti di un’Università tedesca. L’idea sembra buona, sia per l’ambiente (si limitano i mezzi di trasporto, si riduce l’inquinamento e il traffico) che per chi partecipa (la persona che viene accompagnata paga la quota fissa di 9,5 cent per ogni minuto di viaggio: si abbattono quindi i costi degli spostamenti). Per ora si deve pagare il conducente in contanti ma è prevista per il futuro la possibilità di caricare una carta pre-pagata.

Le tecnologie più nuove, come quelle utilizzate negli smartphone, riescono così ad integrarsi sempre più nell’abitacolo dell’automobile e offrono la possibilità di far risparmiare soldi e anche di conoscere persone con cui condividere l’esperienza di guida.