In altri paesi d’Europa sono già presenti da diverso tempo e sicuramente già largamente diffuse ed utilizzate. Stiamo parlando delle stazioni di rifornimento self-service di Gas, che in paesi come La Francia, la Svizzera o la Germania sono ormai all’ordine del giorno.

In Italia, la possibilità di introdurle sul territorio rimane ancora ipotesi alquanto remota per diverse motivazioni:

Una delle principali cause di questo ritardo è sicuramente la normativa di sicurezza dettata dall’Unione Europea la quale prevede che per ogni stazione di rifornimento self-service di Gas sia presente una colonnina dotata di un pulsante di chiamata per parlare con un addetto abbinata alla presenza di una guardia-pompiere addestrata in maniera specifica per intervenire e fronteggiare l’emergenza in caso di incendio. È subito chiaro che tutto ciò comporterebbe delle spese non indifferenti per un distributore.

Ed ancora, per quanto riguarda i self-service per il Gpl, è previsto l’obbligo dell’utilizzo di una speciale pistola creata appositamente per evitare il tipico “sbuffo” che si verifica alla fine di ogni rifornimento, in modo da garantire una posizione di sicurezza per il cliente da eventuali bruciature causate dall’ evaporazione.

Queste ed altre normative, fanno sì che ci si muova con diffidenza e lentezza verso questa nuova prospettiva. Attualmente gli unici due prototipi di self-service per il metano presenti sul territorio Italiano, si trovano a San Donato (MI), ma per quanto riguarda il gas è prevedibile che bisognerà attendere ancora molto.

(Fonte: “Quattroruote”, dicembre 2011)