In passato quella delle auto usate di grossa cilindrata era considerata una categoria di auto che quasi si vendeva da sola.

L’idea di poter diventare proprietario di auto come Cayenne prima serie, BMW, Maserati Coupè, AMG, Jaguar e tutte le altre “grandi”, a prezzi certamente più accessibili rispetto al prezzo di vendita originale, era da sempre un’ottima consolazione per gli appassionati che magari non potevano permettersi il lusso di comprarle nuove. E allo stesso tempo era un meccanismo che permetteva, sia al privato che al concessionario, di “liberarsi” in fretta e senza problemi di queste auto.

Ora però le cose sono un po’ cambiate e lo scenario sta mutando. Il maggior peso in questa situazione l’ha avuto senza dubbio l’intervento del Governo che ha introdotto due novità che hanno stravolto questo settore del mercato dell’usato automobilistico. Si tratta dell’Ipt progressiva, cioè un’imposta che aumenta con l’aumentare dei cavalli, e del superbollo sopra i 225 kW di potenza.

Qual è stata la conseguenza di tutto questo?
Innanzi tutto è stato prodotto un aumento notevole del carico fiscale sia per quanto riguarda le nuove immatricolazione sia per i passaggi di proprietà, scoraggiando così monti possibili compratori che vedevano l’usato come possibilità di risparmio. Inoltre i concessionari si ritrovano ora pieni di auto praticamente invendibili e il mercato automobilistico rimane ancora più “fermo” in un momento già così difficile per l’Italia. Viene da pensare che forse si poteva pensare qualcosa di meglio.

(Fonte: “Quattroruote”, dicembre 2011)